Spore


Agaricus arvensis Come già detto in un precedente post, in alcuni funghi è possibile prevedere il colore della sporata osservando i riflessi o il colore delle lamelle. Tale carattere è solitamente richiesto nella maggior parte dei testi utilizzati da amatori e professionisti per l’identificazione delle specie. Questa operazione, di per sé non semplicissima, è complicata dalla presenza di specie che già da giovani hanno un colore delle lamelle simile a quello che altre specie raggiungono solo con la maturità delle spore. Il fungo della foto, ad esempio, ha le lamelle di colore rosa ma non è un rodosporeo; a maturità le sue lamelle assumono un colore molto scuro.

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200609120681 Le indicazioni per “fare la sporata di un fungo” si trovano agevolmente su vari libri o su internet.

Interessante è il metodo proposto nella foto a lato consistente nel ricoprire i cappelli dei funghi con dei bicchieri e magari esponerli al sole. Un ambiente più caldo potrebbe favorire il rilascio delle spore e rendere l’operazione più veloce.

Come fare una sporata: Wikipedia.

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Pluteus cervinusIn molti casi le chiavi analitiche che troviamo sui libri per identificare i funghi, ci richiedono la conoscenza del colore della sporata. Fare la sporata di un fungo è un’operazione necessaria ma da molti poco gradita perché richiede tempo e comportando spesso la temporanea interruzione dell’identificazione.

Tuttavia in alcuni casi (e con un po’ di esperienza alle spalle) è possibile prevedere con una buona approssimazione il colore della sporata osservando i riflessi dell’imenio. Il fungo fotografato a lato ha un imenio di colore non uniforme, a causa del diverso orientamento delle lamelle rispetto alla sorgente di luce (flash della macchina fotografica); non è difficile riconoscervi dei riflessi rosati, fatto che attribuisce tale fungo al gruppo dei rodosporei. Per confronto, il gambo ha invece un colore di fondo bianco, con sottili striature brune.

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