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Abbiamo già accennato come di volo, essere stato il Puccinelli il primo a sedere su d’ una Cattedra nuova in Lucca, ma il frutto delle sue indefesse fatiche non videsi apertamente che nel 1848, quando incominciò a dare alle stampe le sue lezioni di Fisica Sacra, in cui fece conoscere quanto fosse ito addentro a questa sublime scienza, pregevole per ognuno che la possegga, ma utilissima precipuamente per gli ecclesiastici. Proponendosi di mostrare l’ esistenza di Dio collo studio della Storia naturale, e di mettere in armonia le teorie della Fisica con le dottrine della rivelazione, ha egli soddisfatto a questo doppio divisamento di tal maniera da convincere chiunque abbia per disavventura abbracciato principii diversi da quelli che professa il Cattolicismo. Non si è quindi astenuto dal confutare quei “naturalisti, anche moderni, che volendo spiegare i fenomeni delle cose create colle sole forze dell’ intelletto, bene spesso sonosi trovati come astretti a fissare delle massime erronee, ed in opposizione a quanto ci venne divinamente ispirato. Arroge a ciò, non aver lui omesso di combattere con vigorìa nel campo della ragione e dell’ esperienza alcune ipotesi, ammesse da taluni sullo stato primitivo della terra, sulla genesi spontanea dei corpi organizzati, e sul potere che alle influenze esterne si attribuisce di cambiare lo stato dei vegetabili ; le quali cose sono state così maestrevolmente tratlate, quasi da sgomentare chiunque Cattedratico che ne dovesse far motto ex professo. Che poi il Puccinelli facesse servire la scienza alla morale, lo dimostrano vari altri scritti pregevolissimi che a modo di lettere si veggono inviate al Direttore della Prammalogia Cattolica e pubblicate in quello stesso giornale. Una delle medesime serve di confutazione ad alcune idee del Raspali relative all’ influenze Antidiluviane, ed Antistoriche sulla vegetazione ; un’ altra discorre delle Osservazioni relative alla Storia naturale fatte dai Missionarj Cattolici ; un’altra perfine risguarda ad una lezione accademica del Signore Achille de Zingo che ha per titolo — Cenni sopra alcuni corpi organici che si manifestano nelle infusioni.
Nella prima il nostro Professore ribatte con adequate e forti risposte le stravaganti e fantastiche opinioni del Raspail ; e non contento a questo, rafforza il suo ragionare con argomenti somministratigli dall’accurata esperienza dei moderni naturalisti, e dall’ unico e più antico libro, che chiaramente e veridicamente parli su questa materia, voglio dire dalla Genesi Mosaica.
Nella seconda fa conoscere come al progresso della botanica abbiano molto contribuito i Missionari Cattolici coll’ averci tramandato dalle lontanissime regioni ove dimorano, molte e preziose notizie intorno ad alcuni vegetatili di quei paesi, ed alle loro medicinali o mortifere proprietà : intorno alla straordinaria longevità e vegetazione degli alberi per opera degli agenti esterni, non che ai luoghi ove l’una e l’altra si riscontra: intorno alla Sinonimia delle piante, della quale i cultori della botanica sentono oggi più che mai il bisogno di conoscere; ed intorno alla Geografia Botanica che tuttora, sarei per dire, ha necessità di maggiori osservazioni e d’ indagini più accurate. Notizie risguardanti certe piante delle sacre pagine, come pure altre di queste, che possono essere considerate per la loro singolarità ; notizie finalmente di molta importanza relative alla botanica applicata in special modo alle arti, che meritano non solo di essere registrate, ma di tenersi eziandio in altissimo conto.
Col terzo scritto per ultimo si adopera il nostro Autore di mostrare quanto giovi a sostenere la causa della verità in un secolo siccome il nostro, in cui si adoperano mille inutili sforzi, valevoli solo a illudere i poco dotti o gli incauti, per provar l’esistenza di una generazione spontanea o Eterogenesi, che sorga da quando a quando qualche naturalista di sano intendimento, il quale sveli e combatta gli errori delle dottrine che si diffondono a danno solo del vero. Tra questi valenti l’ autore distingue il signore de Zingo che con bellissimi e bene eseguiti esperimenti microscopici, prova chiaramente la falsità di talune osservazioni, che si adducono per base delle massime che spacciano con impudenza i fautori delle teoriche insidiose della generazione spontanea, e delle accidentalità per tutte le cose create.
Servano questi brevi cenni sugli scritti del Puccinelli che spettano alla fisica sacra ; e se ne avessi voluto dir di vantaggio, avrei forse oltrepassato i limiti del dovere, e stancata la vostra sofferenza; però non aggiungo parola.
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