Piante


Monotropa hypopitys by GrUpPo MiCoLoGiCo LuCcHeSe "B. PuCcInElLi" Il genere Monotropa comprende specie micoeterotrofe, capaci cioè di ottenere il nutrimento necessario parassitando i funghi presenti nel terreno. I recenti studi su questo genere di piante hanno evidenziato la possibilità di una specializzazione delle specie parassite nei confronti delle specie di funghi parassitate (1).

In particolare è stato osservato che M. hypophitys parassita funghi del genere Tricholoma mentre M. uniflora parassita funghi dei generi Russula o Lactarius (2). È quindi possibile che queste due specie di piante possano servire come indicatori della presenza di tali generi di funghi anche in assenza dei loro carpofori?

Bibliografia:
(1). Smith S E, Read D J (2008). Mycorrhizal symbiosis. 3ed. Academic Press.
(2). Bidartonto M I, Bruns T D (2001). Extreme specificity in epiparasitic Monotropoideae (Ericaceae): widespread phylogenetic and geographical structure. Molecular Ecology 10:2285–2295.

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Hypholoma fasciculare [...] Una buona percentuale degli alberi italiani non gode di buona salute. [...] Le specie fungine presenti sulla corteccia o alla base di un determinato albero possono essere rilevatrici dello stato di salute di un bosco, di un ecosistema o anche di un singolo albero delle nostre città. Gli studi presentati dal “Progetto Speciale Funghi” dell’ISPRA [...] hanno messo in luce come la presenza di alcune tipologie di macromiceti possa essere un fanalino d’allarme del deterioramento di un albero.
Si possono racchiudere in tre generi le principali tipologie di funghi che indicano uno stato di sofferenza delle piante: alcune specie appartengono al genere Armillaria, che affiorano sulle vecchie ceppaie alla base delle piante colpite, altre all’Heterobasidion, presente prevalentemente su abeti e pini e, ultimo ma non meno pericoloso, il genere Ganoderma. [...] “Ad esempio stiamo osservando che l’Armillaria tabescens sta lentamente entrando nella macchia mediterranea, dove prima non era mai stata presente” – racconta Carmine Siniscalco, esperto micologo e coordinatore del progetto ISPRA – “Allo stesso modo, l’Armillaria mellea sta attaccando i grandi boschi di querce ad alto fusto”. [...]
Il monitoraggio attraverso i funghi potrebbe portare importanti risultati anche in ambiente urbano, dove le piante ad alto fusto vivono gravi deperimenti. Lo si è visto nella recente alluvione che si è abbattuta sulla città di Roma e che ha provocato il crollo di numerosi alberi [...]. Dai recenti studi
effettuati [...] su gran parte degli alberi indeboliti era presente l’Inonotus rickii: un fungo patogeno proveniente dall’America che degrada le componenti strutturali del legno, riduce la stabilità meccanica delle piante e aumenta il rischio di rotture e schianti.
Negli ultimi anni si sta assistendo ad un eccezionale deperimento dei boschi nelle regioni mediterranee. Solo nel Lazio si è verificata una moria di alberi con punte fino al 60% e il cerro (Quercus cerris) è la specie di quercia a soffrirne di più. Colpa in buona parte dei cambiamenti climatici e dei prolungati periodi di siccità, ma anche dell’inquinamento dell’aria provocato da trasporti e riscaldamento, senza tralasciare la tradizionale incuria verso il nostro patrimonio verde.

Fonte: Comunicato Stampa ISPRA – 12/11/2008 [http://www.apat.gov.it/site/_contentfiles/00153100/153195_com_funghi_alberi.pdf]

ANSA – 24/11/2004 [http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20081124092634775039.html]

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Suillus grevilleiSuillus grevillei è una specie comunemente ritenuta strettamente simbionte del larice (Larix decidua).

In Toscana il larice non è una specie autoctona ma è stato importato dalle Alpi ed impiantato a partire dalla fine del ‘700 dal Granduca Leopoldo di Lorena. Questo fungo è una prova della possibile importazione accidentale di nuove specie fungine simbionti in seguito all’impianto di specie vegetali non autoctone.

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ectomycorrhizae,    Cosa sono le micorrize? Sono associazioni tra il micelio dei funghi e le radici delle piante tramite le quali avvengono scambi di sostanze nutritive.

La pianta riceve acqua e sali minerali che i funghi hanno tratto dal terreno. Il micelio dei funghi è in grado di esplorare il terreno in modo più esteso di quanto non riescano a fare le piante con le loro radici, così, grazie ai funghi, le piante possono approvvigionarsi di una quantità maggiore di acqua e resistere più facilmente agli stress idrici. L’acqua è necessaria alle piante per produrre zuccheri mediante la fotosintesi; una maggiore attività fotosintetica determina la produzione di una maggiore quantità di fotosintati consentendo alla pianta micorrizata di crescere più velocemente e di competere più facilmente per le risorse con le altre piante. I funghi ricevono dalla pianta parte degli zuccheri da questa prodotti con la fotosintesi risparmiando energia per la ricerca delle sostanze nutritive nel terreno.

Le micorrize sono un esempio di cooperazione tra organismi non conspecifici. Gran parte delle piante terrestri è micorrizata dai funghi; ciò è evidenza dell’efficacia di questa cooperazione.

Approfondire su: Wikipedia.

Foto: Robert L. Anderson, USDA Forest Service, Bugwood.org Creative Commons License

Rimboschimento con DouglasA volte capita di trovarsi a camminare nel bosco lungo dei corridoi delimitati da alberi. Questo è un chiaro segno che le piante sono disposte in modo regolare e che, quindi, ci troviamo in un rimboschimento.

Anche i rimboschimenti possono essere ricchi in funghi. A volte vi si possono ritrovare specie particolari che sono strettamente legate alle essenze vegetali impiegate. In Toscana, tra le specie vegetali che sono state maggiormente utilizzate nei rimboschimenti vi è l’abete di Douglas (Pseudotzuga menziesii); tali abetaie, tuttavia, non sembrano essere particolarmente produttive in funghi e, in particolare, sono solitamente evitate dai cercatori di porcini.

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