Micorrize


Amanita muscariaAmanita muscaria è probabilmente la specie fungina maggiormente nota tra il pubblico, quella su la quale si è più discusso per i suoi usi etnomicologici, quella per molto tempo più temuta per la sua velenosità e la prima per la quale si è provveduto ad isolare il principio tossico.

Ma A. muscaria è nota tra molti cercatori di funghi anche per un’altro motivo: secondo la tradizione popolare la sua presenza è strettamente associata alle stesse località ed agli stessi periodi di crescita di Boletus edulis tanto che in alcune regioni A. muscaria è nota con il nome volgare di segnabrise (brisa è il nome popolare utilizzato per identificare il porcino).

In questi ultimi anni è stata segnalata una particolare ma ricorrente associazione micorrizica tra pianta arborea, A. muscaria e B. edulis (1). Tale micorriza “composita” forse può spiegare la stretta associazione segnalata tra queste due specie? È dunque possibile che la suddetta tradizione popolare abbia un fondamento scientifico?

(1) Ian R. Hall, Wang Yun and Antonella Amicucci (2003). Cultivation of edible ectomycorrhizal mushrooms. Trends in Biotechnology 21(10):433-438.

Foto: GrUpPo MiCoLoGiCo LuCcHeSe “B. PuCcInElLi” © Tutti i diritti riservati



Suillus grevilleiSuillus grevillei è una specie comunemente ritenuta strettamente simbionte del larice (Larix decidua).

In Toscana il larice non è una specie autoctona ma è stato importato dalle Alpi ed impiantato a partire dalla fine del ‘700 dal Granduca Leopoldo di Lorena. Questo fungo è una prova della possibile importazione accidentale di nuove specie fungine simbionti in seguito all’impianto di specie vegetali non autoctone.

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ectomycorrhizae,    Il metodo ideato da Beniamino Peyronel (1890-1975) per individuare le micorrize è piuttosto semplice. Consiste nel ricercarle in prossimità dei carpofori, tra le radici della pianta ospite, preferibilmente a contatto con grosse pietre piatte. Sollevando tali pietre è possibile vedere (con un po’ di fortuna) gli apici radicali dai quali partono i cordoni miceliari diretti verso il carpoforo. In tal modo il professor Peyronel scoprì che numerose specie di funghi superiori sono simbionti di piante arboree.

Fonte: Meotto F (1996). Caractérisation des mycorhizes sur le terrain. La mycorhization des plantes forestières en milieu aride et semi-aride et la lutte contre la désertification dans le bassin méditerranéen. CIHEAM-IAMZ. 147 p. (Cahiers Options Méditerranéennes ; v. 20).

Foto: Robert L. Anderson, USDA Forest Service, Bugwood.org Creative Commons License

ectomycorrhizae,    Cosa sono le micorrize? Sono associazioni tra il micelio dei funghi e le radici delle piante tramite le quali avvengono scambi di sostanze nutritive.

La pianta riceve acqua e sali minerali che i funghi hanno tratto dal terreno. Il micelio dei funghi è in grado di esplorare il terreno in modo più esteso di quanto non riescano a fare le piante con le loro radici, così, grazie ai funghi, le piante possono approvvigionarsi di una quantità maggiore di acqua e resistere più facilmente agli stress idrici. L’acqua è necessaria alle piante per produrre zuccheri mediante la fotosintesi; una maggiore attività fotosintetica determina la produzione di una maggiore quantità di fotosintati consentendo alla pianta micorrizata di crescere più velocemente e di competere più facilmente per le risorse con le altre piante. I funghi ricevono dalla pianta parte degli zuccheri da questa prodotti con la fotosintesi risparmiando energia per la ricerca delle sostanze nutritive nel terreno.

Le micorrize sono un esempio di cooperazione tra organismi non conspecifici. Gran parte delle piante terrestri è micorrizata dai funghi; ciò è evidenza dell’efficacia di questa cooperazione.

Approfondire su: Wikipedia.

Foto: Robert L. Anderson, USDA Forest Service, Bugwood.org Creative Commons License