[...] Una buona percentuale degli alberi italiani non gode di buona salute. [...] Le specie fungine presenti sulla corteccia o alla base di un determinato albero possono essere rilevatrici dello stato di salute di un bosco, di un ecosistema o anche di un singolo albero delle nostre città. Gli studi presentati dal “Progetto Speciale Funghi” dell’ISPRA [...] hanno messo in luce come la presenza di alcune tipologie di macromiceti possa essere un fanalino d’allarme del deterioramento di un albero.
Si possono racchiudere in tre generi le principali tipologie di funghi che indicano uno stato di sofferenza delle piante: alcune specie appartengono al genere Armillaria, che affiorano sulle vecchie ceppaie alla base delle piante colpite, altre all’Heterobasidion, presente prevalentemente su abeti e pini e, ultimo ma non meno pericoloso, il genere Ganoderma. [...] “Ad esempio stiamo osservando che l’Armillaria tabescens sta lentamente entrando nella macchia mediterranea, dove prima non era mai stata presente” – racconta Carmine Siniscalco, esperto micologo e coordinatore del progetto ISPRA – “Allo stesso modo, l’Armillaria mellea sta attaccando i grandi boschi di querce ad alto fusto”. [...]
Il monitoraggio attraverso i funghi potrebbe portare importanti risultati anche in ambiente urbano, dove le piante ad alto fusto vivono gravi deperimenti. Lo si è visto nella recente alluvione che si è abbattuta sulla città di Roma e che ha provocato il crollo di numerosi alberi [...]. Dai recenti studi effettuati [...] su gran parte degli alberi indeboliti era presente l’Inonotus rickii: un fungo patogeno proveniente dall’America che degrada le componenti strutturali del legno, riduce la stabilità meccanica delle piante e aumenta il rischio di rotture e schianti.
Negli ultimi anni si sta assistendo ad un eccezionale deperimento dei boschi nelle regioni mediterranee. Solo nel Lazio si è verificata una moria di alberi con punte fino al 60% e il cerro (Quercus cerris) è la specie di quercia a soffrirne di più. Colpa in buona parte dei cambiamenti climatici e dei prolungati periodi di siccità, ma anche dell’inquinamento dell’aria provocato da trasporti e riscaldamento, senza tralasciare la tradizionale incuria verso il nostro patrimonio verde.
Fonte: Comunicato Stampa ISPRA – 12/11/2008 [http://www.apat.gov.it/site/_contentfiles/00153100/153195_com_funghi_alberi.pdf]
ANSA – 24/11/2004 [http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20081124092634775039.html]
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