Animali


Lucca è una cittadina famosa in tutto il mondo già nei secoli passati per le sue splendide mura alberate. Ma qual è oggi lo stato di salute delle sue alberature?

alberimura

Uno studio pluriennale condotto dall’Opera delle Mura di Lucca e dall’Università di Firenze sulle alberature del centro storico e della circonvallazione esterna alle mura, ha evidenziato che il 59% degli alberi esaminati mostra danni di vario tipo generalmente dovuti all’azione di funghi o di insetti. Particolarmente grave sembra essere lo stato di salute degli alberi della circonvallazione. La diffusione dei funghi e degli insetti patogeni sembra essere favorita dalla potatura di grossi rami; tra i funghi identificati, i più comuni sono risultati essere Ceratocystis platani (responsabile del cancro del platano) e varie specie agenti della carie del legno tra cui Spongipellis pachyodon, Ganoderma sps. L’azione combinata dei funghi e degli insetti ha un  impatto negativo sulla stabilità degli alberi, il cui stato di salute può aggravarsi anche in poco tempo; lo studio suggerisce pertanto un monitoraggio continuo, utile per la programmazione di interventi rivolti al risanamento delle situazioni più a rischio.

Luchi N, Vannuccini M, Panzavolta T, Tiberi R, Feducci M, Salbitano F, Giachini M, Zocco Pisana L, Capretti P, 2008. Survey and management of tree disease along the ancient Lucca’s city walls (Italy). Forest@ 5 (1): 253-261. [online 2008-09-02] URL: http://www.sisef.it/forest@/show.php?id=531 – [doi: 10.3832/efor0531-0050253]

Coprinus sp.Le specie coprofile crescono preferibilmente su terreni fortemente azotati ed è per questo che alcuni di questi funghi sono più frequenti negli ambienti antropizzati piuttosto che nei boschi.

Ad esempio può capitare di rinvenirne numerosi in quei giardini pubblici dove i cani vengono portati a passeggio e possono liberarsi di tutte quelle delizie che i loro padroni hanno offerto loro.

Ma se è vero che questi funghi ci aiutano a sbarazzarci un po’ di tutti questi escrementi, è vero anche che per i periodi “di cacca” (1) come questo probabilmente servirà ben altro…

(1) riferimento del tutto casuale alla crisi economica in atto.

Foto: GrUpPo MiCoLoGiCo LuCcHeSe “B. PuCcInElLi” © Tutti i diritti riservati

10,000L’1-octen-3-olo è uno dei più comuni composti volatili prodotti dai funghi. È, per intenderci, una delle sostanze responsabili di quell’aroma fungino ben noto a tutti gli appassionati di funghi. Ma queste tracce odorose sono percepite non solo dall’uomo ma anche da altri organismi, in primo luogo artropodi, che si avventano sui carpofori alla ricerca di cibo.

Ma l’1-octen-3-olo non è ugualmente apprezzato da tutti gli esseri viventi; recentemente è stato scoperto che questa ed altre sostanze, in opportune concentrazioni, sono utili deterrenti nei confronti di alcune specie di collemboli, piccoli insetti con abitudini fungivore. Dunque, quello che per noi è un piacevole odore, potrebbere essere in realtà un’arma chimica che il fungo produce per difendersi dai predatori.

Fonte: Sawahata T, Shimano S, Suzuki M. (2008). Tricholoma matsutake 1-Octen-3-ol and methyl cinnamate repel mycophagous Proisotoma minuta (Collembola: Insecta). Mycorrhiza 18(2):111-4.

Foto: knaakle There is a Creative Commons license attached to this image. AttribuzioneNon opere derivate

Nelle foreste temperate del sud del Cile, i fattori climatici favoriscono una estesa delignificazione dei substrati legnosi. Le principali specie responsabili sembrano essere i funghi del genere Ganoderma; questi producono in particolare una intensa degradazione dei tessuti legnosi di piante a basso contenuto di lignina come quelle dei generi Eucryphia e Nothofagus. Il substrato legnoso parzialmente degradato è noto localmente con il nome di “palo podrido” ed è utilizzato da più di un secolo per alimentare i bovini.

Fonte: Schmidt O (2006).Wood and tree fungi biology, damage, protection, and use. Springer.

Foto: Thokrates There is a Creative Commons license attached to this image. AttribuzioneNon commercialeNon opere derivate

Magnetic Termite Mound

Circa 40-60 milioni di anni fa, tre gruppi di insetti: termiti, formiche e coleotteri hanno evoluto indipendentemente l’abilità di crescere funghi per alimentarsi. Le modalità in cui tale abilità è comparsa potrebbero essere differenti. Per le termiti del Vecchio Mondo probabilmente i funghi costituivano già in origine una fonte di cibo e, solo successivamente, tali insetti hanno appreso come coltivarli nei loro nidi. Per i coleotteri invece, all’inizio erano probabilmente i funghi ad utilizzare tali insetti come vettori per la dispersione delle spore. Incerta è l’origine per le formiche del Nuovo Mondo.

Gli studi finora eseguiti suggeriscono che la fungicoltura sia originata tra gli insetti nove volte (di cui sette volte tra i coleotteri) e che tale abilità, una volta acquisita, non sia stata più persa. Sembra valere quindi anche per gli insetti, oltre che per gli esseri umani, l’idea che la transizione all’agricoltura sia un evento irreversibile.

Fonte: Mueller U G, Gerardo N (2002). Fungus-farming insects: Multiple origins and diverse evolutionary histories. PNAS 99(24):15247-15249.

Foto: yewenyi There is a Creative Commons license attached to this image. AttribuzioneNon commerciale

Pagina Successiva »